Appartamenti Diana, Baska, isola di Krk
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Baska: celebre lapide e celebre spiaggia?
 
     
 

Come la maggior parte dei paesi di quest'isola, anche il territorio di Baška (in ital. Bescanova) fu abitato già nella preistoria, grazie anche a un gran numero di grotte che l'uomo in quell'epoca usava come dimora. Possiamo seguire la presenza umana sul territorio al tempo dei Giapodi che costruirono castellieri, poi dei Romani e via fino ad oggi. Per quanto riguarda i Romani e il loro tempo va ricordato un abitato costruito già nel II secolo avanti l'era volgare nelle immediate vicinanze dell'odierna chiesetta di San Marco che fu a sua volta costruita sopra un mosaico a più strati di un tempio paleocristiano. In questa località detta „Santis“, dove c'era una sorgente, andava verso il mare.

 

 

 


L'antico abitato, e cioè il Vecchio Castel di Besca, fu costruito sulla collinetta dove oggi si trova il cimitero del paese con la chiesetta di San Giovanni. In uno scontro con i Veneziani, avvenuto nel 1380, castello e borgo vennero incendiati per ordine del comandante Lodovico Loredan. In seguito l'abitato fu ricostruito più prossimo al mare; sorse Bescanova.

Bescanova (Baška) viene menzionata per la prima volta in un documento del 1232: un accordo dei conti di Veglia sulla divisione e il governo della città e dell'isola. L'odierno nome (variante croata) fa la sua comparsa appena nel 1375 in una donazione scritta in glagolitico: Baška. Nel vecchio castello avevano la propria residenza i signori dell'isola di Veglia, i conti Frangipane. Da quella posizione rialzata coglievano un magnifico panorama: la bella baia e, al di là del mare, i monti Velebit, oltre a molte isole dell'Adriatico settentrionale.

 
 
     
     
 

Sviluppo del turismo a Baska

 
     
 
Con Veglia capoluogo e Malinska, Baška forma ili terzetto delle località turistico – balneari di più lunga tradizione sull'isola. Nel 1904, col nome di 'Società per l'abbelimento“, sorse la prima associazione turistica di Baška, dove i primi ospiti giunsero nel 7908, anno in cui fu costruito pure il primo stabilimento balneare.

Quel medesimo anno apparvero sui giornali di Praga i primi articoli su Baška, dove l'anno successivo arrivò Emil Geistlich, direttore del giornale ceco „Narodna politika“ per rendersi personalmente conto delle bellezze naturali della località che vanta una spiaggia arenosa lunga due chilometri.

Nel 1910 Baška fu visitata da 600 turisti cechi e slovacchi; presero ad essere costruiti alberghi, si moltiplicarono gli affittacamere; vennero dati alle stampe primi opuscoli pubblicitari e guide turistiche di Baška in più lingue.

 
     
 
   
 

„Lapide di Baska“

 
Con queste parole comincia l'epigrafe sulla celeberrima „Lapide di Baška“, uno dei più antichi documenti della lingua croata, scritto in caratteri glagolici. Si tratta di una grande lapide di pietra, il cui testo dice che il re croato Zvonimir donò all'abate Držiha un terreno incolto sul quale un altro abate, di nome Dobrovit, insieme ai suoi confratelli, fece costruire la chiesa di Santa Lucia di Jurandvor verso l'anno 1100. Stando allo studioso dr. Vinko Dorčić, la „Lapide di Baška“ fu rinvenuta nell'anno 1851 dal chierico Petar Dorčić, divenuto in seguito parroco di Baška. Il testo fu interpretato dal canonico Ivan Crnčić, ma una lettura completa fu data appena dallo storiografo dr. Franjo Rački nel 1875. Nel 1965 ha apportato alcune modifiche alla „traduzione“ il prof. Vjekoslav Štefanić, uno studioso qui nato.

Questa lapide si trovava nella chiesetta di Santa Lucia, e qui rimase fino al 1936, quando fu trasferita a Zagabria, dove viene custodita presso l'Accademia croata delle arti e scienze.
 
   

 
 
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