Appartamenti Diana, Baska, isola di Krk
Hrvatski
English
Deutsch
Italiano
 
 
 
 
 
  • a2
  • a4
  • a3
  • a5
  • a6
  • a7
  • a8
  • a9
a21 a42 a33 a54 a65 a76 a87 a98
 
 
 
 
     
 

Informazioni geografiche, clima, flora e fauna

 
     
 
L'isola di Veglia è attraversata dal 45o parallelo dell'emisfero boreale. Esso taglia la parte meridionale dell'isola, sfiorando tra l'altro il villaggio di Bašćanska Draga (Val di Besca). Il margine occiedentale dell'isolotto di Košljun (Castellione) è toccato dal maridiano di 14o37' che – in considerazione dell'importanza della longitudine – taglia l'isola di Veglia in due parti uguali. Con la sua estrema punta settentrionale l'isola sfiora per cosi dire la terraferma: nei pressi del faro Vošćica, infatti, dista dalla costa dalmata appena 600 metri.

Con una superficie di circa 410 chilometri quadrati, Veglia è la più grande isola adriatica, più vasta per esempio di Pago e di Arbe messe insieme oppure di Lussino e Pago insieme. Sulla sua superfice potrebbero stare comodamente insieme queste isole adriatiche: Ugljan, Pašman, Kornati (Incoronata), Šolta, Mljet (Meleda) e Vis (Lissa); e resterbbe ancora un po' di spazio libero.

Veglia è un'isola montuosa, una delle isole con le più elevate altitudini nell'Adriatico: la vetta dell'Obzova raggiunge i 569 metri di alteza, ed è al quinto posto nella graduatoria delle altitudini dell'arcipelago adriatico.
Le coste dell'isola rivolte alla terraferma, bagnate dal Canale del Velebit, sono molto ripide, brulle, poco sviluppate nonostante la presenza di alcune profonde insenature quaali quelle di Klimno e di Šilo, le baje presso Vrbnik (Verbenico) e di Mala Luka. Su questo versante orientale, quindi, gli insediamenti umani sono molto rari; il maggiore è quello di Verbenico, un piccolo villaggio è Šilo.

Sul versante occidentale dell'isola, invece, la costa è molto frastagliata, con un susseguirsi di baie e baiette, spiagge piccole e grandi; e questo si è riflesso e si riflette sull'attività marittime, nella pesca in tutti i tempi, nel turismo in questo secolo. Su questo versante sono situati anche i maggiori centri abitati dell'isola, da Baška (Bascanova) a Punat (Villa di Ponte), Veglica-città, Malinska, Njivice, Omišalj (Castelmuschio). Qui incontriamo pure la „terra vergine“ dell'isola con Glavožičtok (Capo d'Isola) e Čavlena che attendono di essere senamente valorizzati; si tratta a un tempo delle zone maggiormente protette dell'isola de Veglia, a differenza dalla parte orientale frustata dai venti settentrionali fra i quali il più noto è la bora che riesce talvolta a sorprendere i non sempre cauti uomini di mare.
 
     
 

Veglia ieri ed oggi

 
     
 
Qui ci addentriamo nella storia, raccontandola in rapida sintesi dalle più antiche epoche fino ai giorni nostri. Sfogliando le pagine precedenti avete potuto notare che l'isola di Veglia fu abitata sin dalla preistoria, dagli inizi dell'età della pietra, che risalgono a diecimila anni avanti l'era nostra. Purtroppo i reperti di quell'età venuti alla luce sul territorio della nostra isola sono quasi tutti scomparsi. Porchissimi si conservano ancora a Verbenico e nella collezione del convento di Cassione sull'isoletta di Košljun.

In questi territori vissero i Giapodi e poi i Liburni, questi ultimi valorosi navigatori sulle loro leggere imbarcazioni costruite con legono di pino. A proposito del pino, simbolo di vita e di morte, ricordiamo anche i cippi funerari dei Liburni. Un cyppus liburnicus si può vedere ancora oggi nel lapidario della città di Veglia. La quale, anche se non se ne conoscono ancora le fondamenta, ci parla dei Liburni più di qualsiasi altra località insulare. Nel IV secolo a.C. i Liburni furono in parte eliminati dai Celti, il cui predominio si concluse appena con l'arrivo dei Romani proprio all'inizio del I millennio dell'era nostra. Oltre alla città di Veglia, che era cinta di mura già prima della conquista, sull'isola esisteva anche la città di Fulfinium.

Autor teksta: Franjo Matejčić
 
 
 
 
 

 

   
 
Attività culturali e svaghi
Chi sceglie quest'isola non viene soltanto per riposarsi. Inevitabilmente, anche per arricchire i ricordi, visita chiese ed altri monumenti sacri e profani, trovandosi di fronte a edifici di varie apoche e di stili diversi; si va dall'età romana e paleocristiana e quella preromanica, romanica e gotica fino alla rinascimentale. Ne parleremo seguendo l'itinerario dell'isola, spostandoci dall'una all'altra località.

Qui possiamo subito dire che molti di questi edifici-monumenti ovvero gli ambienti che essi offrono servono da palcoscenici naturali per le manifestazioni della Estate culturale di Veglia alle quali danno vita rinomati artissti e complessi croati e stranieri. 
Tradizioni popolari e feste
In alcune località dell'isola di Veglia si sono conservate fino ai giorni nostri delle usanze popolari le cui origini si perdono nei secoli. Sono vere e proprie feste della „plebe“ che ricorrono per lo più nei periodo compreso fra la primavera e l'autunno, anche se ciascuna stagione dell'anno ha le sue usanze e manifestazioni di carattere folkloristico. Su questo piano primeggia il periodo del Carnevale che in svariati modi si „celebra“ anche nei centri minori. Vogliamo richiamare l'attenzione su alcune delle manifestazioni più alle feste dei santi patroni delle singole parrocchie.
 
   

 
 
Copyright © by
Apartmani Diana 2010.
Contatto e prenotazione
Appartamenti Diana, Stjepana Radića 36, 51523 Baska
Tel/Fax: +385 51 856 980
E-Mail: diana.tomasic@ri.t-com.hr